Raccontare la storia di
una persona, che molto ha significato per tanti giovani e tante coppie, non è opera
facile, specie quando una persona ha una cultura vastissima unita a un grandissima
umiltà.
Abbiamo inserito nelle pagine biografiche e storiche abbiamo inserito le notizie più
salienti della sua figura, ma adesso vorremmo farvi conoscere 3P in un modo diverso.
In questa pagina raccogliamo le sue parole, i suoi aneddotti, le sue battute attraverso le
esperienze dirette di chi lo ha conosciuto.
Per questo ti invitiamo a collaborare inviando
la tua testimonianza. |
La prima volta che entrò in classe aveva uno
scatolone vuoto sotto il braccio.
Nella baraonda che sempre travolge le ore di religione lui, in silenzio, lo posò per
terra. E mentre noi, azzittiti, lo guardavamo, lo pestò con un piede.
"Avete capito chi sono io?", domandò.
"Un rompiscatole", concluse sorridendo. |
| Qualcuno a mò di referenza lo
chiamava: "Monsignore"
e lui rispondeva pronto: "Tò patri." (Monsignore lo dici a tuo padre). |
| Una frase di Weil che egli ripeteva spesso:
"A Cristo piace che a lui si preferisca la verità. Poichè, prima di essere Cristo,
egli è la Verità.
Se ci si allontana da lui per andare incontro alla verità,
non si farà molta strada prima di cadere nelle sue braccia." |
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Dicono che il martirio è coronamento di una vita
vissuta nell'esercizio eroico delle virtù teologali. Ciò è vero anche
di padre Pino Puglisi.
A Baida, rettore di una comunità vocazionale, al ritorno di una delle
tante giornate vissute per farsi tutto a tutti, non riuscì ad entrare in
casa.
Aveva dimenticato le chiavi. Suonò, ma nessuno gli aprì.
Scelse di dormire nella sua piccola utilitaria verde, segno anche quello
di una vita povera, come fu povero quel Gesù di Nazareth, che pure fu Dio
e figlio di Dio.
Al mattino, stanco, fece colazione.
Non ebbe rimproveri per nessuno, nè si lamentò.
Salì in quella 126 e si diresse verso la città per essere, come tante
mattine, prete e docente. |
| Di lui ricordo poche cose:
le sue mani, molto grandi rispetto alla minutezza della sua statura, un tono di voce
dolce ma deciso che all'occasione sapeva diventare severamente duro..., un'immensa cultura
umanistica ma anche scientifica e, soprattutto, una sua abitudine di fine anno scolastico:
ci portava a piazza Indipendenza da Santoro e ci offriva il gelato.
Era un gesto di straordinaria dolcezza: voleva significare che i suoi alunni non
erano per lui semplici controparti della sua attività didattica, ma persone che amava una
per una, con le quali voleva stabilire questo rapporto di affettuosa comunione, era il
gesto del Papà che desidera mostrare il suo amore per i figli.
Grazie, 3P per il gelato;
Grazie, 3P per l'esempio che ci hai dato
con la tua vita
con la tua morte
ci hai dimostrato che sulla terra,
ogni tanto,
c'è qualcuno che
il Vangelo lo vive
veramente! |
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Ho conosciuto Padre Puglisi quando era parroco di Godrano per mezzo di un'amica che trascorreva lì l'estate con i suoi.
L'ho poi incontrato di nuovo il 4 luglio 1989 in occasione del matrimonio della stessa amica: Padre Puglisi celebrava ed io ero testimone di nozze.
Una conoscenza piuttosto superficiale dunque. Ma l'incontro con Padre Puglisi, ho sperimentato di persona, non era MAI SUPERFICIALE, per la sua capacità di comunicare e di entrare in contatto con chi gli stava vicino.
Ho pianto quando ho appreso della notizia della sua morte ed ho visto la sua foto in prima pagina, ho pianto di dolore e di rabbia.
Non ho saputo frenare le lacrime anche al cinema al termine della proiezione del film "Alla luce del sole".
Voi vi chiederete: "Tutto qui?"
Proprio così.
Ma la storia del mio incontro con Padre Puglisi non finisce qui.
Dal 26 settembre 2006 lui mi è sempre stato vicino e trovo nella sua presenza un'immensa consolazione.
Quel triste giorno abbiamo scoperto che mia sorella Anna, aveva un tumore all'ovaio.
L'aveva rivelato un'ecografia dopo due anni di pellegrinaggio presso tutti i medici e gli ospedali.
Disperata, con il referto dell'ecografia ho pensato di correre dalla mia amica che è un ginecologo e, per ho cercato una rivista, un quaderno dentro il quale inserire quel foglio che recava la spaventosa novità.
Ho visto sulla mia scrivania la rivista " Ecco tua madre". Mi sono detta: "Sì, affido alla madre celeste il nostro dolore". E distrattamente, di fretta, ho aperto una pagina qualunque della rivista, ho inserito di corsa il referto dell'ecografia ed ho richiuso.
Poi ho riaperto subito: m'era sembrato di vedere una luce tra le pagine di quella rivista. Era la luce del suo sorriso. Proprio così, Padre Puglisi mi sorrideva sotto il referto dell'ecografia, come a dirmi "Non aver paura, io sono qui!"
Anche Anna conosceva Padre Puglisi e molto meglio di me, perchè trascorreva l'estate alcuni giorni a Godrano con la sua amica e poi spesso le capitava di incontrarlo a Brancaccio.
Dopo due giorni vado in chiesa da Padre Giovanni al quale abbiamo raccontato della triste scoperta riguardo alla malattia di Anna e lui, mi ha dato due immaginette di Don Pino, una per me e una per Anna.
Quando sono arrivata da mia sorella e le ho detto: " Questa te la manda Padre Giovanni" Lei mi ha sorriso e mi ha mostrato un'immagine uguale alla mia e mi ha detto:"
E questa me l'hanno data in chiesa." Allora abbiamo pensato Padre Puglisi ci sta dicendo:
" Non abbiate paura , sono vicino a voi, sto pregando per Anna!"
Anna ha subito due interventi chirurgici e continua con la chemioterapia. Sta molto male! Io parlo spesso con Padre Puglisi, e a volte mi fermo davanti alla sua tomba in silenzio. Il primo maggio 2007 sono andata nella Chiesa di sette cannoli per pregare ai piedi della Madonna di Fatima che si trovava lì. Sapevo che le mie sorelle Anna ed Enza sarebbero andate alle otto e alle 7, 25 ero già davanti al portone della Chiesa. Entrai e provai a pregare ai piedi della Madonna.
Quando mi sono girata, ho visto le mie sorelle, Anna mi sorrideva come a dire: "Ma che fai a quest'ora qui?" Le ho raggiunte e il prete stava distribuendo i libretti delle lodi.
Così mi trovai in mano un libricino, lo aprii per capire come era strutturato e su una pagina vidi il suo sorriso. Proprio così, Padre Puglisi, mi sorrideva ancora e ancora una volta mi diceva "Non avere paura, io sono qui, sto pregando per Anna".
Nella pagina nella quale si trovava ho letto il salmo 29 e non sono riuscita trattenere più le lacrime.
Ecco, io non so cosa ci accadrà in futuro, ma so che Don Pino sta pregando per noi.
maria |
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