Ritorna alla pagina precedenteHome 3P Profeta tra i giovani
"SE OGNUNO DI NOI FA QUALCOSA...
INSIEME POSSIAMO FARE MOLTO."

È una frase di Padre Puglisi, è il titolo del nostro progetto, è il sottotitolo del dramma teatrale, ma soprattutto è ciò che abbiamo provato sulla nostra pelle in questi mesi di preparazione.

Tutto ebbe inizio nell’agosto del 2002 durante un campo parrocchiale di giovani a Gualdo Tadino, in Umbria. Tema: testimoni di oggi. 
Ogni giornata era dedicata ad una figura, che in diverso modo aveva donato la propria vita in difesa dei più deboli. Uno di questi, e forse quello che più ci ha colpito, è stato Padre Pino Puglisi. 
Ed ecco l’idea di Don Renzo, il nostro parroco, di mettere in scena un dramma teatrale sulla sua testimonianza. 

Lì per lì nessuno avrebbe mai creduto che saremmo riusciti a realizzare quest’intento. E invece, dopo qualche mese, già alcuni di noi avevano preso contatto con Francesco Deliziosi, autore del libro “Don Puglisi. Prete palermitano ucciso dalla mafia”, membro della Commissione per la causa di beatificazione di P.Puglisi. 
Venne invitato a Verona insieme a sua moglie Maria, entrambi ex-studenti di P. Puglisi, e ai loro bambini. 
Il loro incontro ha reso più concreto ai nostri occhi il messaggio di 3P. 
Da allora è partito un ponte tra Verona e Palermo tuttora in atto: sulla base della loro testimonianza abbiamo iniziato a stendere un canovaccio del testo, cercando di rimanere fedeli ai fatti avvenuti ed avendo una particolare attenzione per l’opera di ascolto, formazione e recupero che P. Puglisi ha svolto con i giovani. 

Nell’ottobre 2003, abbiamo scoperto che la Regione Veneto aveva emesso un bando volto a finanziare progetti realizzati dai giovani per i giovani: Junior, l’atelier delle giovani idee. E la nostra era un’idea giovane e bellissima e forse, se fossimo stati ammessi, saremmo riusciti a realizzare il nostro sogno anche grazie a questo contributo finanziario (..che non fa mai male!!!). Un gruppetto di persone si è messo quindi all’opera e in poco tempo la stesura del progetto era pronta. Aspettando con le dita incrociate l’esito, ci siamo messi a ricercare chi ci avrebbe potuto sostenere nella realizzazione dello spettacolo convinti che, comunque, l’avremmo rappresentato con o senza i finanziamenti della Regione. Finalmente, agli inizi di marzo, è arrivata anche l’approvazione della Regione. 
Ed è partito il progetto: prima di tutto la ricerca di attori e tecnici, quando lo staff è quasi al completo, circa una settantina di persone, partono le prove, numerosissime, con un direttore artistico addetto alla dizione e alla colonna sonora e una regista - coreografa. 
Tra balli, realizzazione delle scenografie, prove costumi, canti e…chi più ne ha, più ne metta, il tempo trascorreva con una velocità impressionante e il 1° giugno, sera del debutto, era ormai dietro l’angolo. 
Il giorno precedente allo spettacolo, una serie di imprevisti ci ha fatto temere il peggio. 
Le luci non funzionavano, i microfoni non andavano come volevamo, una delle organizzatrici si è rotta l’alluce destro, facendosi cadere una scenografia sul piede, per non parlare delle previsioni meteo che assicuravano giornate di pioggia, fattore non secondario visto che il dramma doveva essere realizzato all’aperto. 
Il nostro parroco, come sempre, ci continuava a ripetere “ Abbiate fede!”…e così è stato. Lassù qualcuno ci ha protetto e ha fatto sì che tutto andasse per il meglio. 
Quella sera, noi attori e organizzatori eravamo molto agitati, ma è stato un autentico successo. 
Il pubblico che gremiva l’anfiteatro della nostra parrocchia ne è stato entusiasta, tanto da chiederci di riproporlo. 
Il prossimo appuntamento sarà al Teatro Camploy di Verona, l’1 ottobre, ore 21, per l’intera cittadinanza alla presenza delle autorità cittadine e religiose; 
il 2 ottobre lo spettacolo verrà ripetuto in mattinata per gli studenti delle scuole superiori, con una introduzione sul tema : ”Essere giovani oggi, tra profezia e criminalità”. 
Per entrambi gli spettacoli avremo la gioia di ospitare Francesco e Maria Deliziosi. 
Siamo riusciti nell’intento di rendere vivo in mezzo a noi 3P e la sua figura di prete controcorrente, testimone della lotta in difesa della giustizia, della speranza, della fede, della dedizione completa della propria vita a Dio e al prossimo. 
Per noi protagonisti è stata un’esperienza unica, la realizzazione di ciò che 3P spesso ripeteva:

“Se ognuno di noi fa qualcosa, insieme si può fare molto”.

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